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Nelle memorie dei parroci del 1800 si trova ripetuta questa notizia:"L'Oratorio
di San Rocco fu costruito su un area di vecchio Oratorio circa
l'anno 1613 con contributo di Ranuzio I Farnese. C'e'chi ricorda
di aver veduto sulla porta dell'oratorio lo stemma farnesiano.
Sullo stendardo portante l'immagine del Santo scorgesi quasi chiaramente
oggidÏ (1872) il medesimo stemma".
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L'inizio o fondazione della Confaternita sembra debba
risalire alla iniziativa dei fatelli conte Anton Maria,
canonico della Cattedrale e il conte Giovanni Anguissola.
I due ne furono Protettori e primi membri.
Lo stesso canonico Anton Maria il 9 aprile 1629 visitò
l'Oratorio e, trovandolo semidiroccato, lo fece ricostruire
a spese sue, del fratello conte Giovanni e della moglie
di questi Giulia Francesca Scotti.
Questa notizia é presa dal citato volume "la
famiglia Anguissola" che termina dicendo che,
"dopo aver costruito l'Oratorio, lo hanno fornito
di mobili e donato alla Confraternita, riservandosene
il dominio e ponendo sulla porta le loro armi (stemma)".
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| << La facciata
della chiesa di San Rocco |
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I cappellani nominati per la Confraternita dovevano essere bene
accetti ai signori conti e loro successori.
Le più antiche memorie scritte e verbalizzate sulla esistenza
dell'Oratorio di S.Rocco si trovano nei verbali
della Visita pastorale del Vescovo Castelli del 1579.
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Dice il verbale che il Visitatore visitò l'Oratorio
di S.Rocco, vi trovò l'altare spoglio sul quale
si celebra la messa solo il giorno della festa del
santo.
Sull'oratorio c'é una campana. Notiamo intanto
che forse non era un semplice Sacello se vi si celebrava
la messa; a quei tempi non sarebbe avvenuto se non
c'era un minimo di ambiente; c'era poi anche una campana,
che denota una certa funzione di richiamo dei fedeli.
La visita seguente del Vescovo Rangoni, nel 1599,
si diffonde un po' di più. Dice che l'oratorio
é posto in luogo piano (rispetto alla Chiesa
parrocchiale che era più su un colle), ha il
tetto coperto di nude tegole, necessitante di riparazione.
Le pareti non sono intonacate, ne imbiancate, nec'é
pavimento.
Non c'é statua del Santo, ma solo l'immagine
di S.Rocco dipinta, quasi cancellata. L'altare é
nudo, di mattoni. C'é una campanella sopra
il muro della facciata tra due pilastrelli.
Anche la facciata non é intonacata, ne imbiancata.
Sulla destra dell'Oratorio é dipinta l'immagine
di S.Antonio. Vi si celebra nella festa di S.Rocco.
Osserva ancora il verbale: nella visita precedente
si diceva che c'erano 30 soldi di reddito, ma ora
non si sa dove sia no.
Nel 1825 furono delineati e attuati restauri e rifacimenti
dell'Oratorio: costruzione della cappella destra dell'Oratorio
in cui sarà posto il bel quadro rappresentante
la Madonna, S.Lucia e S.Biagio.
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| << Statua di S.Rocco
venerata nell'Oratorio |
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"A. Callani dipinse, 1790 circa, Carlo Girometti restaurò
1863".
E' una preziosa indicazione, anche se non di mano dell'autore, in
quanto ne nei libri della Confraternita, ne altrove si riesce a
trovare quando e come il detto quadro é stato messo in S.Rocco:
certamente nella metà del secolo e proviene probabilmente,
come riportano le Guide, da una Chiesa di Piacenza.
Verso il 1830 la Confraternita deliberò di far scolpire una
statua della B.V. di Caravaggio, la cui devozione si andava diffondendo.
IniziÚ cosÏ una devozione ben radicata in Rivergaro
che ne celebrava la festa con grande solennità, pari se non
superiore alle feste di S.Rocco e di S.Agata. |