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Copyright
2002
Comune di Rivergaro
Tutti i diritti riservati
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MONTECHIARO
- Antico Castello |
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Uno dei più interessanti e singolari
castelli del piacentino è quello di Montechiaro, la cui struttura
si discosta da quella tradizionale, per il solitario dongione posto
in mezzo al cortile del complesso, la cui impostazione si adatta alla
forma dell'altura su cui sorge.
La parte superiore della torre (nel quale si asserragliavano il feudatario
e il presidio nei casi disperati per tentare di salvarsi dagli assalitori)
è coronata da merli ghibellini; su una facciata una finestrella
con voltino monoblocco in pietra fa pensare che la costruzione (almeno
la parte inferiore) debba essere duecentesca.
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Una prima muraglia di quindici
metri d'altezza, lungo la quale corre il cammino di ronda,
si sviluppa a forma di esagono irregolare, e ad essa si
addossano i caseggiati di abitazione e di servitù
sorti in epoca successiva.
Nella primitiva dimora signorile, disposta a nord-ovest,
sono visibili sulle pareti di un ampio salone, tracce
di tappezzerie affrescate, il cui motivo predominante
è rappresentato dallo stemma nobiliare degli Anguissola,
feudatari di Montechiaro.
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| << L'antico castello |
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Sulla parete di un'altra stanza adiacente (forse in antico adibita
ad oratorio) è una bella Madonna affrescata da un ignoto artista
di epoca rinascimentale.
La prigione è situata in un vasto sotterraneo sui cui muri
è ancora chiaramente visibile, fra altre frasi e disegni, il
brano di un canto liturgico inneggiante alla risurrezione di Cristo,
graffito sull'intonaco da un anonimo prigioniero. All'esterno della
prima cinta, e ad una quota inferiore di qualche metro, corre una
seconda muraglia il cui andamento si presenta a forma quasi ellittica.
Nel settore sud-ovest di essa è ricavato l'unico ingresso del
castello, accessibile un tempo attraverso il ponte levatoio. L'estremo
margine del complesso è dato da una terza cinta muraria, in
buona parte diroccata che -alla distanza di una trentina di metri-
si snodava anch'essa con andamento poligonale attorno al colle.
Montechiaro fu, all'epoca della sua costruzione, un caposaldo della
potente famiglia dei Malaspina in direzione della pianura e di Piacenza.
Forse furono essi a costruire il castello verso la metà del
1100.
Ricordato anticamente come castello di Raglio frazione più
vicina, dagli "Annali Piacentini" risulta che nel 1234 venne
distrutto dai popolari piacentini che avevano pure dato l'assalto
a Rivergaro e a Pigazzano, nei cui castelli si erano rifugiati i nobili
fuggiti dalla città durante una delle tante lotte civili.
L'abate A. Corna nel volume "Rocche e castelli del piacentino"
riferisce un episodio databile al 1374, anno in cui un altro Fulgosio
tentò inutilmente di occupare il castello difeso da Riccardo
Anguissola.
Questi peraltro seppe bene tenere a bada gli assedianti, anzi, durante
le frequenti sortite, catturò pure molti prigionieri che poi
fece precipitare dall'alto delle mura.
Dopo alterne vicende, la controversia si appianò e la pace
fu sottoscritta e sancita con un matrimonio tra una Fulgosio e un
Anguissola.
Nel 1462 Onofrio Anguissola, alla testa di un numeroso gruppo di rivoltosi
-per lo più contadini avversi al governo di Francesco Sforza-
venne clamorosamente sconfitto dalle truppe ducali a Grazzano Visconti.
Sfuggito per miracolo alla cattura, l'Anguissola si rifugiò
nel castello di Montechiaro dove venne catturato da suo fratello Gian
Galeazzo, per ottenere il favore del duca.
Scrive il Corna: "Il disgraziato, dopo dodici anni di prigionia,
fu decapitato nel 1474 nella Rocca di Binasco".
Il castello, uno dei più suggestivi del piacentino, sia per
la posizione a dominio della media Val Trebbia, sia per il bel parco
che lo circonda, sia per l'originale architettura, è pure famoso
per il bassorilievo (ora al Museo Civico) in cui si notano gli abitanti
del castello nell'atto di farsi incontro ai loro ospiti e la dicitura
in lingua volgare (una delle prime testimonianze scritte) che suona:
"Signori vu sie tuti gi ben vegnù e zesscun ghe verà
serà ben vegnù e ben recevù".
COME CI SI ARRIVA - Da Piacenza lungo
la statale 45, qualche chilometro dopo Rivergaro si incontra (appena
oltrepassato Cisiano) la possente mole del castello. |
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